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Il melograno è una pianta rustica che si adatta facilmente a qualsiasi
tipo di terreno, ma sono da evitare suoli caratterizzati da ristagni
idrici.
Predilige i climi caldo-temperati ed ha una
discreta resistenza al freddo purché la temperatura non scenda al di
sotto dei -10° C per periodi prolungati. Per questo motivo, se esposto a
nord, è bene collocarlo a ridosso di un muro che lo ripari dai venti
freddi.
La messa a dimora è preferibile che venga effettuata
in autunno o in primavera.
La pianta comincia a fruttificare discretamente dopo
circa 3-4 anni dall'impianto e produce con generosità per circa 30 anni.
A partire dal quarto anno di vita è consigliabile
intervenire di potatura almeno ogni due o tre anni per svoltire la
vegetazione, per eliminare i rami secchi e per dar luce e aria alle parti
più interne.
La pianta porta i frutti nella parte apicale dei
giovani rami. Per questo motivo evitare di cimarli o potarli.
E' indispensabile, invece, che ogni anno vengano
eliminati i polloni che si formano al piede della pianta madre. Questi
polloni possono essere utilizzati (a fine febbraio) come materiale di
propagazione per ottenere nuove piantine. In Sardegna, molti anziani
affermano che, il segreto per poter ottenere una maggior percentuale
di attecchimento dei giovani polloni, sia quello di piantarli capovolti...
Il melograno può essere moltiplicato in primavera anche per talea,
utilizzando talee legnose.
La pianta di melograno va concimata con regolarità con concimi a base di
ferro, azoto, potassio e microelementi. La carenza di ferro, in
particolare, può procurare uno stato di clorosi con conseguente
ingiallimento dei nuovi germogli.
Altrettanto regolarmente va praticata l'irrigazione: dalla primavera ad
agosto, una volta alla settimana con irrigazioni contenute, evitando di
bagnare eccessivamente la pianta ; e meno frequentemente da agosto in poi.
Troppa acqua in presenza dei frutti può provocare spaccature negli stessi
con conseguente loro rapido deterioramento.
Nel mese di settembre occorrerebbe torcere leggermente i frutti: tale
operazione impedisce il normale passaggio della linfa e ciò eviterebbe lo
spaccarsi della buccia.
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