Descrizione botanica.

     Il melograno (Punica granatum) è un arbusto cespuglioso, molto vigoroso, proveniente dal Medio Oriente, che si è facilmente naturalizzato nella zona del Mediterraneo. Appartiene alla famiglia delle Punicacee.
    La pianta se opportunamente coltivata può raggiungere i 4 metri di altezza.
    Le foglie cadono in autunno, sono di forma ovale allungata e sono caratterizzate da un bel color verde luminoso. In quanto a longevità è seconda solo all'ulivo: in condizioni climatiche ed ambientali favorevoli può raggiungere i 100 anni di età.
    I fiori, semplici o doppi, di colore rosso o arancio, compaiono da giugno ad agosto  e sono ermafroditi, cioè sono dotati sia degli organi riproduttivi maschili sia di quelli femminili e si autofecondano.
    Il frutto, detto balaustio, ha una forma globosa ed è ricoperto da una buccia sottile ma resistente. Al suo interno è suddiviso in celle, rivestite da una sottile pellicola giallognola detta endocarpo, che contengono i semi. I semi sono avvolti da una polpa succosa e gustosa , e costituiscono i grani (detti arilli), la parte edibile della melagrana. Gli arilli possono presentarsi di color rosso intenso, trasparente e traslucido o rosa. 

 
Melagrane coltivate a Serramanna

  I frutti devono essere raccolti maturi perché una volta distaccati dalla pianta non maturano più.  L'epoca della raccolta si protrae dalla fine di settembre a tutto novembre.Se integri e privi di spaccature nella scorza esterna possono essere conservati a lungo e consumati durante tutto l'inverno.
In Sardegna, quando la pianta del melograno era una presenza costante dell'orto di casa (al pari del fico e del pergolato d'uva) si era soliti togliere le melagrane dalla pianta lasciandole attaccate ad un pezzo di ramoscello. Era così possibile legarle in mazzi e poterle appendere in luogo fresco e asciutto per la conservazione. 
Così preparate,  le melagrane duravano a lungo e potevano essere gustate anche nel periodo di Natale.


Bicchiere colmo di arilli