Virosi del carciofo. |
| Un virus altro non è che
un'entità submicroscopica incapace di riprodursi al di fuori di una
cellula vivente. I virus possiedono un' elevata potenzialità infettiva. Per questo motivo sono agenti di malattie (genericamente chiamate virosi) che possono colpire sia i vegetali che gli animali. Nella coltura del carciofo le virosi sono molto diffuse. La cultivar spinoso sardo, in particolare, è quella che attualmente è soggetta a maggiori problemi da virosi. La redditività della coltura è seriamente minacciata a causa di un pauroso calo della produttività. La presenza di virosi, nella cultivar spinoso sardo, infatti, accentua notevolmente il manifestarsi di diverse gravi fisiopatie nella coltura: atrofia del capolino, decolorazione delle foglie e delle brattee del carciofo, scarsa resistenza ai parassiti, limitato sviluppo della pianta. |
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Le virosi si trasmettono facilmente da pianta a pianta per contatto, per
vettori animali, per vettori vegetali e per parti di pianta. Unico rimedio atto a fermare e bloccare l'avanzamento delle virosi è rappresentato dall'impiego di materiale di propagazione risanato. Quindi, la tecnica della micropropagazione in laboratorio di piante di carciofo costituisce il sistema più adatto per la salvaguardia della cultivar. Purtroppo, però, il costo per ottenere piante sane attraverso la micropropagazione è estremamente elevato. Per cui si ha motivo di pensare che se non verranno attuati interventi regionali mirati alla salvaguardia della coltura si assisterà ad un drastico ridimensionamento delle superfici coltivate con gravi e pesanti ripercussioni negative per tutta l'economia agricola sarda. |