SCHEDA TECNICA: LA MELAGRANA

    Le melagrane sono il gustosissimo frutto del melograno, un arbusto rustico, spinoso, dalle foglie caduche di  coloro verde brillante e di forma ovale allungata.
    Il melograno, per il suo portamento elegante, per la sua copiosa fioritura e per i suoi caratteristici frutti è frequentemente utilizzato anche come pianta ornamentale e come tale può essere coltivato anche in vaso.
    Le origini delle melagrane si perdono nella notte dei tempi.
    Con le mele cotogne e l'uva, le melagrane sono, infatti, considerate uno dei più antichi frutti  coltivati dall'uomo.
    Il suo nome scientifico, " Punica granatum" può trarre in inganno circa la sua provenienza.
    Infatti, punicus significa cartaginese, tant' é che anticamente si pensava che il melograno provenisse da Cartagine, e quindi dall'Africa settentrionale.
    Ma Cartagine, come tante altre importanti località del Mediterraneo, è nata come colonia fenicia.
    Furono, quindi, i Fenici, popolo pacifico di navigatori e mercanti, provenienti dalla Fenicia (attuale Libano) a diffondere la coltivazione di questo frutto in tutto il bacino del Mediterraneo.
    La coltivazione del melograno era diffusa fino all'estremo Oriente. (Nell'attuale Afghanistan, nell'Iran, nella Cina Settentrionale).


Melagrane coltivate in agro di Serramanna

   
Semi della melagrana protetti da una polpa succosa e dolce

Secondo il mito greco, il melograno è nato dal sangue di Dioniso (o Bacco dio greco del vino e dell'ebrezza), catturato, ucciso e fatto a pezzi dai giganti Titani.
   Sin dall'antichità alla melagrana venne attributo il significato ben augurale di fecondità e di ricchezza.
   Le spose dell'antica Roma ornavano i loro capelli con i rami della pianta come segno di fecondità e di prosperità.
   In Turchia, durante la celebrazione dei riti sponsali, la melagrana è lanciata a terra dalla sposa perché si crede che avrà tanti figli quanti sono i chicchi che fuoriescono dal frutto spaccato.
   In Dalmazia (regione della penisola balcanica) la tradizione esige che lo sposo pianti un albero di melograno, preso dal giardino del suocero, nel suo giardino.
   Per la tradizione indiana il succo della melagrana combatte la sterilità.  
   Per i Cristiani la melagrana aperta era il simbolo dell'amore infinito di Gesù.


La melagrana è una falsa bacca (balaustio), al suo interno è divisa in celle che contengono i semi 

Anche nella Bibbia  la melagrana è  sinonimo di fecondità e di abbondanza nonché della Benedizione divina, ricamata sulla veste per le funzioni sacre di Aronne (fratello maggiore di Mosé che seguì nel deserto e sul Sinai) e scolpita sui capitelli della reggia del re di Israele Salomone.
    In Cina la melagrana rappresenta i tre spiriti che coabitano nell'uomo: quello che è presente nella testa e guida l'intelletto, quello che è presente nell'intestino e guida le emozioni e quello che è si trova nei piedi e guida il corpo.
   Gli Egiziani conoscevano le proprietà vermifughe delle radici della pianta e utilizzavano la buccia essiccata della bacca per ricavarne un buon colorante.
    Ebrei ed Egiziani consideravano la bevanda ricavata dal succo dei grani maturi una vera prelibatezza.

      Il melograno (Punica granatum) è un arbusto cespuglioso, molto vigoroso, proveniente dal Medio Oriente, che si è facilmente naturalizzato nella zona del Mediterraneo. Appartiene alla famiglia delle Punicacee.
    La pianta se opportunamente coltivata può raggiungere i 4 metri di altezza.
    Le foglie cadono in autunno, sono di forma ovale allungata e sono caratterizzate da un bel color verde luminoso. In quanto a longevità è seconda solo all'ulivo: in condizioni climatiche ed ambientali favorevoli può raggiungere i 100 anni di età.
    I fiori, semplici o doppi, di colore rosso o arancio, compaiono da giugno ad agosto  e sono ermafroditi, cioè sono dotati sia degli organi riproduttivi maschili sia di quelli femminili e si autofecondano.
    Il frutto, detto balaustio, ha una forma globosa ed è ricoperto da una buccia sottile ma resistente. Al suo interno è suddiviso in celle, rivestite da una sottile pellicola giallognola detta endocarpo, che contengono i semi. I semi sono avvolti da una polpa succosa e gustosa , e costituiscono i grani (detti arilli), la parte edibile della melagrana. Gli arilli possono presentarsi di color rosso intenso, trasparente e traslucido o rosa. 

 
Melagrane coltivate a Serramanna
 

  I frutti devono essere raccolti maturi perché una volta distaccati dalla pianta non maturano più.  L'epoca della raccolta si protrae dalla fine di settembre a tutto novembre.Se integri e privi di spaccature nella scorza esterna possono essere conservati a lungo e consumati durante tutto l'inverno.
In Sardegna, quando la pianta del melograno era una presenza costante dell'orto di casa (al pari del fico e del pergolato d'uva) si era soliti togliere le melagrane dalla pianta lasciandole attaccate ad un pezzo di ramoscello. Era così possibile legarle in mazzi e poterle appendere in luogo fresco e asciutto per la conservazione. 
Così preparate,  le melagrane duravano a lungo e potevano essere gustate anche nel periodo di Natale.


Bicchiere colmo di arilli

     Il melograno è una pianta rustica che si adatta facilmente a qualsiasi tipo di terreno, ma sono da evitare suoli caratterizzati da ristagni idrici.
    Predilige i climi  caldo-temperati  ed ha una discreta resistenza al freddo purché la temperatura non scenda al di sotto dei -10° C per periodi prolungati. Per questo motivo, se esposto a nord, è bene collocarlo a ridosso di un muro che lo ripari dai venti freddi.
    La messa a dimora è preferibile che venga effettuata in autunno o in primavera.
    La pianta comincia a fruttificare discretamente dopo circa 3-4 anni dall'impianto e produce con generosità per circa 30 anni.
    A partire dal quarto anno di vita è consigliabile intervenire di potatura almeno ogni due o tre anni per svoltire la vegetazione, per eliminare i rami secchi e per dar luce e aria alle parti più interne.
    La pianta porta i frutti nella parte apicale dei giovani rami. Per questo motivo evitare di cimarli o potarli.
    E' indispensabile, invece, che ogni anno vengano eliminati i polloni che si formano al piede della pianta madre. Questi polloni possono essere utilizzati (a fine febbraio) come materiale di propagazione per ottenere nuove piantine. In Sardegna, molti anziani affermano  che, il segreto per poter ottenere una maggior percentuale di attecchimento dei giovani polloni, sia quello di piantarli capovolti...
Il melograno può essere moltiplicato in primavera anche per talea, utilizzando talee legnose.
La pianta di melograno va concimata con regolarità con concimi a base di ferro, azoto, potassio e microelementi. La carenza di ferro, in particolare, può procurare uno stato di clorosi con conseguente ingiallimento dei nuovi germogli.
Altrettanto regolarmente va praticata l'irrigazione: dalla primavera ad agosto, una volta alla settimana con irrigazioni contenute, evitando di bagnare eccessivamente la pianta ; e meno frequentemente da agosto in poi.
Troppa acqua in presenza dei frutti può provocare spaccature negli stessi con conseguente loro rapido deterioramento.
Nel mese di settembre occorrerebbe torcere leggermente i frutti: tale operazione impedisce il normale passaggio della linfa e ciò eviterebbe lo spaccarsi della buccia.