| SCHEDA TECNICA: IL CARCIOFO |
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A livello mondiale, i Paesi in cui la coltivazione del carciofo è
maggiormente diffusa sono l'Italia, la Spagna, la Francia, la
Grecia, il Marocco, il Perù, il Cile, la California. La pianta del carciofo è originaria dei Paesi del bacino del Mediterraneo, probabilmente dall'Egitto e dall'Africa settentrionale. Il carciofo era conosciuto sia dagli antichi greci che dai romani, i quali attribuivano al carciofo poteri afrodisiaci. Tuttavia non è ancora ben chiaro se gli scritti greci e romani che citano questo ortaggio si riferissero propriamente alla pianta del carciofo o a quella del cardo da cui sembrerebbe derivare. Attualmente il carciofo è un prodotto tipico delle regioni del Mediterraneo. l'Italia, la Francia e la Spagna sono le maggiori produttrici di carciofo (assieme costituiscono l' 80% di tutta la produzione mondiale). Tra questi, al primo posto, svetta l'Italia: infatti, si calcola che circa il 50% di tutta la produzione mondiale di carciofo provenga dal nostro Paese.In Italia, le regioni in cui si é più grandemente propagata la coltivazione del carciofo sono il Lazio, la Toscana, la Sicilia, la Sardegna e la Puglia. |
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Dall'Italia, dalla Francia e dalla Spagna
la coltivazione del carciofo si è successivamente diffusa in altre
zone del mondo che presentano condizioni climatiche simili a quelle
del Mediterrraneo. La Sardegna, per le sue caratteristiche climatiche (calda la stagione estiva; mite la stagione invernale) è particolarmente vocata alla coltivazione del carciofo. Nell'isola sono coltivate le seguenti varietà di carciofo:
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Il carciofo
(Cynara cardunculus vr. scolymus L.) è una pianta erbacea,
poliennale, molto vigorosa che può raggiungere anche il metro e
mezzo di altezza. Il carciofo appartiene alla famiglia delle Compositae (o Asteracee) e, come tale, presenta una infiorescenza a capolino: i suoi piccoli ma numerosi fiori di color azzurro lavanda, sembrano un solo fiore composto e sono riuniti in un ricettacolo comune retto da un unico gambo. La pianta del carciofo è caratterizzata da un fusto eretto, a sezione circolare, che, nel periodo della fioritura si dirama, e da ampie foglie raccolte in cespi, disposte in posizione alterna, incise da ben visibili nervature. La parte sotterranea della pianta del carciofo è costituita da un grosso e fibroso fusto allungato (detto rizoma) e da grosse radici laterali che si sviluppano sino a 60 cm di profondità. |
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| I carducci e gli
ovoli sono gli organi di propagazione del carciofo; entrambi si
sviluppano dalle gemme del rizoma. Il capolino, costituito da una parte basale del ricettacolo e dalle brattee, rappresenta la parte della pianta del carciofo che viene raccolta, quando è ancora ben chiusa, come ortaggio. La parte buona a mangiarsi del carciofo è costituita dal cosiddetto cuore (il ricettacolo in cui si inseriscono i fiori), dalle più tenere brattee interne, dalla parte basale delle brattee esterne, nonché, per alcune varietà come lo Spinoso sardo, dal peduncolo (il gambo) dell'infiorescenza. |
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Metodi di propagazione nella coltura del
carciofo. La propagazione del carciofo rappresenta una fase di estrema importanza per il buon esito della coltura. Sostanzialmente i metodi più adatti alla propagazione del carciofo sono due: |
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Impianto di una
carciofaia in ciclo precoce (luglio-agosto) con l'utilizzo di ovoli
secondo la tecnica utilizzata nel Medio Campidano di Cagliari |
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Impianto
di una carciofaia
in ciclo normale (febbraio-marzo)) con l'impiego di carducci Per gli operatori che scelgono questo secondo tipo di impianto intendo precisare che i carducci da utilizzare devono essere maturi,cimati e non eccessivamente idratati allo scopo di favorirne la radicazione. Nell'occasione si impiegano anche dei concianti e dei radicanti.
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| Metodi di Irrigazione nella coltura del carciofo. |
| Irrigazione a goccia |
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E'
un sistema di irrigazione che va diffondendosi molto rapidamente perché
consente un'ottima gestione della risorsa idrica. L'impianto che si consiglia deve avere una portata di 2 lt/h/gocciolatore alla pressione di esercizio di 1-1.2 atm. Per quanto riguarda la distanza fra i gocciolatori suggerisco di utilizzare ali gocciolanti con gocciolatori distanziati tra loro 40-50 centimetri. Vantaggi: possibilità di contenere lo sviluppo delle erbe infestanti,possibilità di utilizzare anche modeste risorse idriche,il sistema è valido per qualsiasi giacitura del terreno,possibilità di utilizzo di acqua con un alto tasso di salinità,possibilità di effettuare la fertirrigazione,evita il costipamento del terreno. Svantaggi: necessita di un buon impianto filtrante,indispensabile il controllo frequente dei gocciolatori,scarso effetto climatizzante sulla coltura,favorisce l'insorgere di alcune malattie fungine a carico dell'apparato radicale (marciumi) e delle foglie (oidio e peronospora),soprattutto nella cultivar spinoso. |
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| Irrigazione a scorrimento |
| Si tratta di
una pratica usata in passato ed attualmente quasi del tutto
abbandonata,per via dell'enorme disponibilità di acqua che
richiede. Vantaggi: bassi costi per gli impianti,bassi consumi energetici,possibilità di irrigare in presenza di vento. Svantaggi: impossibilità di praticarla in terreni non livellati,non consigliata in terreni molto sciolti e con presenza di ciottoli,impossibilità di effettuare la fertirrigazione. |
| Irrigazione per aspersione a pioggia |
| Con questo
sistema di irrigazione si consiglia di utilizzare irrigatori di
bassa portata,variabile da 850 lt/h fino a 1500 lt/h alla pressione
di esercizio di 1- 1,5 atmosfere. Vantaggi: modesta azione insettifuga sopracchioma,azione climatizzante sulla coltura,sistema valido per tutti i tipi di terreno,possibilità di automatizzare gli impianti. Svantaggi: sconsigliato con l'impiego di acqua salmastra,è molto sensibile in presenza di vento,favorisce la nascita delle erbe infestanti,necessita di impianto filtrante. |
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Parassiti del carciofo. |
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| Virosi del carciofo. |
| Un virus altro non è che
un'entità submicroscopica incapace di riprodursi al di fuori di una
cellula vivente. I virus possiedono un' elevata potenzialità infettiva. Per questo motivo sono agenti di malattie (genericamente chiamate virosi) che possono colpire sia i vegetali che gli animali. Nella coltura del carciofo le virosi sono molto diffuse. La cultivar spinoso sardo, in particolare, è quella che attualmente è soggetta a maggiori problemi da virosi. La redditività della coltura è seriamente minacciata a causa di un pauroso calo della produttività. La presenza di virosi, nella cultivar spinoso sardo, infatti, accentua notevolmente il manifestarsi di diverse gravi fisiopatie nella coltura: atrofia del capolino, decolorazione delle foglie e delle brattee del carciofo, scarsa resistenza ai parassiti, limitato sviluppo della pianta. |
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Le virosi si trasmettono facilmente da pianta a pianta per contatto, per
vettori animali, per vettori vegetali e per parti di pianta. Unico rimedio atto a fermare e bloccare l'avanzamento delle virosi è rappresentato dall'impiego di materiale di propagazione risanato. Quindi, la tecnica della micropropagazione in laboratorio di piante di carciofo costituisce il sistema più adatto per la salvaguardia della cultivar. Purtroppo, però, il costo per ottenere piante sane attraverso la micropropagazione è estremamente elevato. Per cui si ha motivo di pensare che se non verranno attuati interventi regionali mirati alla salvaguardia della coltura si assisterà ad un drastico ridimensionamento delle superfici coltivate con gravi e pesanti ripercussioni negative per tutta l'economia agricola sarda. |
| Elenco di alcune delle più diffuse erbe infestanti che più comunemente infestano le carciofaie |
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nome in italiano: borsa
del pastore nome scientifico: capsella bursa-pastoris nome in vernacolo: erba de feminas |
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nome in italiano: chenopodio nome scientifico: chenopodium nome in vernacolo: cadoni |
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nome in italiano:cocomero asinino nome scientifico:ecballium elaterium nome in vernacolo:meloni burdu |
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nome in italiano: gramigna nome scientifico: cynodon dactylon nome in vernacolo: cannajoni |
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nome in italiano: crisantemo nome scientifico: crisanthemum coronarium nome in vernacolo: caragantzu |
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nome in italiano: malva nome scientifico: malva sylvestris nome in vernacolo: narbedda |
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nome in italiano: porcellana nome scientifico: portulaca oleracea nome in vernacolo: proceddàna |
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nome in italiano: tribolo nome scientifico: tribulus terrester nome in vernacolo: spina zurpa |
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nome in italiano: spina nome scientifico: xanthium spinosum nome in vernacolo: cuscusoni spinosu |
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nome in italiano: borragine nome scientifico: borrago officinalis nome in vernacolo: lingorada |
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Malattie crittogamiche del carciofo. |
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Esigenze Climatiche della coltura del carciofo. |
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La
coltivazione del carciofo predilige un clima mite,sufficientemente umido.
Esigenze Pedologiche della coltura del carciofo. |
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Esigenze idriche nella coltura del carciofo. |
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L'elemento indispensabile
per la coltivazione del carciofo in ciclo forzato è l'acqua. |
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Esigenze nutrizionali della coltura del carciofo. |
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Il carciofo necessita di
elevate quantità di elementi nutritivi, sia perché deve far fronte alla
considerevole produzione di capolini che si verifica nel corso del
protratto periodo del raccolto,sia perché deve fronteggiare il notevole
sviluppo che interessa la parte aerea della pianta. Per questo motivo la coltivazione del carciofo richiede frequenti
concimazioni che apportino costanti quantità di elementi nutritivi alla
pianta. In particolare l'azoto ed il fosforo sono indispensabili per favorire lo
sviluppo vegetativo della pianta, mentre,il potassio è necessario sia per
migliorare la resistenza della pianta alle avversità climatiche, sia per
favorire una produzione qualitativamente più buona di prodotto. Durante la coltivazione del carciofo la concimazione azotata viene
ripetuta in copertura (2-3 interventi) durante il periodo di maggior
sviluppo della pianta. Il carciofo gradisce particolarmente le concimazioni a base di letame maturo o altri concimi organici naturali le cui somministrazioni migliorano sia la qualità del prodotto, sia la qualità del materiale di propagazione che la pianta genera. Di seguito specifico i valori di asportazione del carciofo:
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| LE VARIETA' COLTIVATE IN SARDEGNA |
| SPINOSO SARDO |
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In Sardegna, dal punto di vista prettamente economico, la coltivazione del carciofo
(cynara scolimus) varietà spinoso sardo, è stata senza alcun dubbio la
più importante e sino a qualche tempo fa anche la più remunerativa.
Rimane, ancora oggi, la più antica tra tutte le varietà coltivate
nell'isola. Il carciofo spinoso sardo è un ortaggio che si contraddistingue per il suo caratteristico gusto amarognolo, dovuta alla cinarina, un principio attivo naturale. Questa varietà di carciofo è tradizionalmente coltivata in Sardegna nel Campidano di Cagliari, nel Sulcis e nella provincia di Sassari. Il capolino è caratterizzato da una forma conica allungata, è provvisto di brattee di colorazione verde con accentuate sfumature bruno-violetto il cui apice termina con una spina gialla la cui puntura è molto dolorosa. Gli ultimi carciofi prodotti dalla pianta, i carciofini, sono ottimi per la preparazione dei carciofini sott'olio. |
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Il carciofo spinoso è presente in molte ricette della cucina tradizionale
sarda ( Agnello con carciofi, Carciofi fritti, Panada di
carciofi, Carciofi alla bottarga, Carciofi alla brace ). Tuttavia, il vero intenditore sa che per gustare appieno il sapore di questo prelibato ortaggio occorre mangiarlo crudo: sfogliare ad una ad una le brattee e intingerne in olio extra vergine d'oliva insaporito con un pizzico di sale ed una spolveratina di pepe la parte basale, la più tenera. Gustare, condito allo stesso modo, il cuore del carciofo tagliato in quattro spicchi e privato dell'eventuale barbetta interna, ed il suo gambo preventivamente ripulito dai filini che lo rivestono. Per il suo alto contenuto in ferro, il carciofo gustato crudo lascia in bocca un particolare e caratteristico sapore, quasi metallico. |
danni da gelo |
| TEMA |
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La varietà del carciofo tema (tema 2000) è stata costituita in Toscana,
successivamente al Terom, negli anni '90, isolando le caratteristiche
migliori del Terom e di altre varietà toscane. Per la sua alta resa in termini di produzione si è velocemente diffusa anche in Sardegna dove ha trovato condizioni pedoclimatiche assai favorevoli. Come già detto la varietà tema è molto produttiva e generalmente è in grado di dare due produzione annue: la prima precoce, da ottobre a dicembre, la seconda tardiva, successivamente alle gelate invernali, da febbraio ad aprile. Richiede terreni irrigui e per impiantarne un ettaro occorrono circa 7.000 piantine. |
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La pianta del carciofo varietà tema è
molto sensibile alle gelate e i capolini alla Botritis, una muffa che
colpisce le brattee esterne in condizioni di elevata umidità.
Foto a sinistra: danni da botrite Foto a destra: danni da gelo |
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| TEROM |
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La varietà del carciofo terom è stata selezionata in Toscana e
introdotta in Sardegna negli anni '90, sostituendo completamente un'altra
varietà, sempre toscana, già presente nell'isola, il " moretto
". Il carciofo terom è una varietà tardiva la cui produzione ha inizio in febbraio e termina a fine aprile. E' molto generosa nella produzione e dal punto di vista economico, sino ad oggi, ha risposto in maniera egregia.. Richiede terreni irrigui e per impiantarne un ettaro occorrono circa 7.000 piantine. Questa varietà teme i ritorni di freddo che possono verificarsi nei mesi di marzo ed aprile. |
capolino di primo ordine di terom (agro di Serramanna) |
| ROMANESCO |
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La coltivazione del carciofo
romanesco è tipica del litorale laziale, ma in questi ultimi anni va
diffondendosi con interessanti risultati anche in Sardegna ( Clone
C3). Per ogni ettaro di coltivazione occorrono circa 7.000 piantine. La piantagione avviene interrando, a metà luglio, le piantine estirpate dalla pianta madre durante il periodo di riposo estivo. Il tempo della raccolta va da dicembre a maggio. Durante questo lasso di tempo ogni pianta produce dai 15 ai 20 carciofi commerciabili. La pianta, in coltivazione intensiva, produce con buona resa per 2 o 3 anni, dopodiché invecchia e non produce più in modo redditizio. Gli ultimi carciofi, i carciofini, sono ottimi per la preparazione di sottoli casalinghi. Raramente vengono raccolti per le industrie di trasformazione. Per questo tipo di lavorazione, infatti, vengono utilizzati, generalmente, altre varietà di carciofino, disponibili in maggiori quantità e, a parità di qualità, a prezzi più concorrenziali. |
carciofo romanesco (agro di Serramanna) |
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carciofo romanesco (agro di Serramanna) |
Il romanesco è un carciofo assai apprezzato per le sue qualità: è privo
di spine, è assai tenero e ha poco scarto. Il suo capolino è di forma sferica, compatto, un pò schiacciato. Chiamati anche " cimaroli " , " mammole " o " cardini ", nonostante, raggiungano diametri ben superiori ai dieci centimetri, i carciofi romaneschi custodiscono al loro interno un cuore assai tenero. Questo prelibato ortaggio, durante la cottura emana un caratteristico profumo ed il suo gusto delicato lo innalza a principe della tavola. In cucina, le ricette più note per assaporare questo gustoso ortaggio sono l'antica ricetta del "Carciofo alla Giudia" , di origine ebraica, e la variante del "Carciofo alla Romana". |
carciofo romanesco (agro di Serramanna) |
| VIOLETTO |
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Il carciofo violetto, originario della Provenza, è stato introdotto in
Sardegna negli anni '80, quando sostituì una varietà indigena abbastanza
diffusa, il carciofo "masedu". La coltivazione del violetto è a "ciclo lungo" ed è molto generosa, soprattutto nei mesi di marzo-aprile, quando una pianta è in grado di produrre anche 10-12 capolini. Il capolino più apprezzato, soprattutto nel Lazio, è il primo che generalmente è emesso dalla pianta nel mese di dicembre. Tra la produzione del primo e del secondo capolino può intercorrere un lasso di tempo anche di 20 giorni, particolarità che non si verifica con le altre cultivar presenti in Sardegna le cui produzioni sono molto più concentrate. Per questo motivo si ha la tendenza ad impiantare anche oltre 10.000 piantine per ettaro, allo scopo di sfruttare al massimo, in termini economici, la commercializzazione del primo capolino, il più pregiato e richiesto. La coltivazione del carciofo violetto di Provenza richiede terreni irrigui. |
carciofi Violetto |
| LETTERATURA |
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Ode al carciofo |
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Il carciofo dal tenero cuore si vestì da
guerriero, ispida edificò una piccola cupola, si mantenne all'asciutto sotto le sue squame, vicino al lui i vegetali impazziti si arricciarono, divennero viticci, infiorescenze commoventi rizomi; sotterranea dormì la carota dai baffi rossi, la vigna inaridì i suoi rami dai quali sale il vino, la verza si mise a provar gonne, l'origano a profumare il mondo, e il dolce carciofo lì nell'orto vestito da guerriero, brunito come bomba a mano, orgoglioso, e un bel giorno, a ranghi serrati, in grandi canestri di vimini, marciò verso il mercato a realizzare il suo sogno: la milizia. Nei filari mai fu così marziale come al mercato, gli uomini in mezzo ai legumi coi bianchi spolverini erano i generali dei carciofi, file compatte, voci di comando e la detonazione di una cassetta che cade, ma allora arriva Maria col suo paniere, sceglie un carciofo, non lo teme, lo esamina, l'osserva contro luce come se fosse un uovo, lo compra, lo confonde nella sua borsa con un paio di scarpe, con un cavolo e una bottiglia di aceto finché, entrando in cucina, lo tuffa nella pentola. Così finisce in pace la carriera del vegetale armato che si chiama carciofo, poi squama per squama spogliamo la delizia e mangiamo la pacifica pasta del suo cuore verde. |
Carciofo spinoso (agro di Serramanna) |
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Proprietà nutrizionali del carciofo. |
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La parte edule del
carciofo è costituita dal suo involucro embrionale difeso dalle brattee e
dal peduncolo. Questa costituisce la parte più tenera della pianta,il cosiddetto cuore del carciofo ed è prevalentemente composta di acqua. Il gusto amarognolo e un po' aspro del carciofo è dovuto all'acido malico e tanico che esso contiene. Altri elementi costituenti il carciofo sono la cinarina ,il tannino, l'inulina, gli enzimi ( inulasi, invertasi,cinarasi, proteasi ), il cinaroside, lo scolinoside, gli acidi clorogenico e caffeico, la pectina, le vitamine A, B1, B2, PP e C, le proteine, i grassi, i carboidrati e i sali di potassio, calcio, magnesio, sodio, manganese, zinco e ferro, mentre è poverissimo di zuccheri. Il carciofo ha proprietà toniche, astringenti, diuretiche e depurative. Il carciofo è un grande alleato del nostro fegato, regolarizza le funzioni intestinali, ha proprietà antiarteriosclerotica e antianemica, aperitiva, ipocolesterolenizzante, ipoglicemizzante, lassativa, metabolizzante. Tuttavia, tutte queste proprietà benefiche sono ricavabili solo in minima quantità dalla parte edule del carciofo. Questo perché le sostanze benefiche (cinarina,tannini,ecc.) si trovano soprattutto nelle foglie. |
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Curiosità. |
Lo sapevate che ... |
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Nel 1946, in California, Marilyn Monroe, vinse il primo concorso annuale di bellezza dedicato a "Miss carciofo". |
| Varietà coltivate in FRANCIA: | |
| Camus di Bretagna: E' la varietà che presenta le dimensioni
più grosse tra tutte le varietà di carciofo ( 2 o 3 carciofi possono
raggiungere il peso di un kg). Il capolino di color verde ha una forma rotondeggiante. Si consuma lessato o cotto al vapore condito con olio e aceto. I cuori di questi carciofi si prestano alla preparazione di conserve. |
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| Verde de Laon: E' una varietà molto più rustica della precedente e presenta una maggiore resistenza alle basse temperature. Ha la stessa forma della Camus di Bretagna, ma dimensioni più piccole. E' anche chiamata " testa di gatto ". |
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| Violeta de Provenza: Questa varietà è caratterizzata da dimensioni molto più piccole delle precedenti coltivate in Francia. Presenta una forma conica con le brattee di color violaceo. Si coltiva soprattutto nella zona mediterranea della Francia e nei mercati è venduta con il nome di carciofo "bouquet". Può essere consumata cruda quando ancora non ha raggiunto il completo stadio di accrescimento (in questo caso è chiamata "provaide") condita con olio e aceto oppure cucinata. | |
| Varietà coltivate in SPAGNA: | |
| Blanca de Tudela: E' una varietà di forma allungata di color verde e di piccole dimensioni. E' coltivata soprattutto nelle zone di Navarra, La Rioja, Murcia e Alicante. |
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| Varietà coltivate in CILE: | |
| Argentina: Si ritiene che questa varietà provenga
dall'Italia (Sicilia). Presenta caratteristiche molto simili
alla varietà Blanco Precoce coltivata in Argentina e alla
varietà di provenienza spagnola Tudela. La pianta raggiunge al massimo i 50 cm, 100 cm di altezza e ha foglie di colorazione verde-grigio, prive di spine. Produce, dall'autunno alla primavera, diversi capolini per pianta, di medie dimensioni (200 g-250g i primi tagli), di color grigio, compatti, caratterizzati da brattee allungate e prive di spine. |
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| Chilena: E' una varietà che probabilmente deriva dalla
francese Verde de Laon. La pianta raggiunge il metro e mezzo di altezza, le foglie sono prive di spine e la produzione dei capolini (pochi per pianta, di forma cilindrica ellissoidale, di color verde scuro, con spine e di grandi dimensioni 300g-350g per i primi tagli) è concentrata in primavera. |
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| Espanola: E' una varietà bianca, caratterizzata dal capolino molto piccolo. Molto produttiva. | |
| Varietà coltivate negli U.S.A.: | |
| Green globe:
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Imperial star:
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