SCHEDA TECNICA: L'ASPARAGO

La coltura dell'asparago ha origini antichissime.
Probabilmente proviene dai paesi dell'Asia occidentale.
Come pianta spontanea era già nota agli Egizi che ne diffusero la coltivazione in tutto il bacino del Mediterraneo.
Infatti, in Egitto sono numerosi gli affreschi che testimoniano di quanta considerazione godesse quest' ortaggio che veniva offerto in dono agli dei. Anche ad Ercolano ed a Pompei sono stati rinvenuti affreschi raffiguranti l'asparago.
Ma il primo documento letterario che si occupa dell'asparago risale al 300 a. C. ed è il testo  "Storia delle piante" del greco Teofrasto.
Circa un secolo dopo, Catone il Vecchio, nel suo libro "De agricoltura" dedicherà un intero capitolo alla coltivazione di questa nobile pianta   descrivendone le tecniche colturali.
Oggi la coltivazione dell'asparago è diffusa in tutto il mondo.


Asparagi Verdi coltivati in agro di Serramanna

In Italia le regioni in cui la coltivazione dell'asparago è più diffusa sono il Veneto, L'Emilia Romagna, il Piemonte, la Toscana, la Campania, la Puglia ed il Lazio.
Gli asparagi possono essere di diverse varietà  e, a seconda di queste ultime, si distinguono diverse colorazioni: verdi, bianchi o violetti.
Ultimamente si sta affermando con una certa decisione la coltivazioni di varietà definite "tutte verdi", con eccezione, del Veneto in cui sono molto diffuse specifiche tecniche colturali che mirano ad ottenere una colorazione bianca del turione.
In Sardegna, la coltivazione dell'asparago è principalmente attuata nelle pianure del Campidano di Cagliari e Oristano e lungo le fasce costiere pianeggianti di Barisardo, Orosei, Alghero e Sassari.
Secondo dati risalenti al 2001 la superficie regionale complessiva dedicata alla coltivazione dell'asparago in Sardegna era di 190 ettari.
Considerate le favorevoli condizioni pedoclimatiche e la necessità per l'isola di "inventarsi" nuove colture in grado di garantire una sufficiente redditività economica, la coltivazione dell'asparago potrebbe, in Sardegna, rappresentare una scelta alternativa a quelle più tradizionali ma ormai limitate dalla CEE (pomodoro e vite) visto e considerato che l'asparago verde oltre a poter essere commercializzato come prodotto fresco, è sempre più richiesto dalle industrie di trasformazione che lo presentano sul mercato come prodotto surgelato, liofilizzato, disidratato, inscatolato o ancora, come ricercato ingrediente nella preparazione di creme, passati e minestroni.

Descrizione botanica.

L'asparago, il cui nome botanico è Asparagus officinalis L., è una pianta erbacea perenne che in primavera produce, dalle gemme del fusto, dei teneri germogli, detti turioni, che una volta ingrossati, se raccolti immediatamente dopo l'emergenza dal terreno, costituiscono la parte commestibile della pianta.
I turioni, se non vengono raccolti, induriscono presto e si sviluppano in altezza, sino ad un metro e mezzo di lunghezza, ramificando.
La pianta è caratterizzata da un fusto debole, da foglie setacee, da fiori bianco verdastri di piccole dimensioni e da bacche rosse della grandezza di un pisello.
L'asparago possiede un apparato radicale molto sviluppato costituito sia da radici deboli e filiformi, sia da radici grosse e carnose che si rinnovano ogni anno a strati superiori.
    

 
Coltivazione di asparago verde in agro di Serramanna 


 Asparago selvatico (campagna di Serramanna)

L'asparago appartiene alla famiglia delle Liliacee e cresce non solo negli orti, se opportunamente coltivato, ma anche spontaneamente nelle campagne e negli anfratti più selvatici dei boschi.
    

                                                

Esigenze colturali.

La pianta inizia la ripresa vegetativa quando la temperatura del terreno si aggira intorno ai 12° C.
I ritorni di freddo sono molto dannosi perché possono danneggiare i turioni sotto l'aspetto qualitativo oltre che ritardarne la fuoriuscita.
I terreni più adatti sono quelli sciolti e sabbiosi, a reazione tendente all'alcalino (ph compreso fra 6,5 e 7,5).
Nel caso di terreni subacidi sono consigliate le calcitazioni, mentre, in presenza di ph intorno a 8 o addirittura superiore a 8 è necessario integrarli con concimazioni specifiche: infatti in presenza di tali valori del ph si verificano mancati assorbimenti di alcuni microelementi ( magnesio e boro).
E' necessario, inoltre, evitare i ristagni idrici durante il ciclo vegetativo della coltura per ottenere piante sane e turioni diritti, teneri e privi di colori e sapori estranei.
L'asparago è una coltura che si avvantaggia notevolmente delle irrigazioni estive.
Risultano indispensabili almeno 3-4 interventi irrigui. Il numero di tali interventi varia anche a seconda del tipo di terreno interessato. E' molto importante non creare forti squilibri idrici alla pianta.
    

 


pianta di asparago verde coltivato

Esigenze nutrizionali della coltura dell'asparago.

La concimazione delle asparagiaie è di fondamentale importanza per la resa produttiva della pianta.
Nel periodo in cui l'apparato aereo è maggiormente sviluppato, da giugno a settembre, la pianta assorbe una maggiore quantità di elementi nutritivi.
Approssimativamente si può ipotizzare un'asportazione, riferita a 100 kg di turioni paria alle seguenti quantità:
  • Kg 2,5 Azoto (N);
  • Kg 0,7 Fosforo (P2O5);
  • Kg 2,25 Potassio (K2O).

Ricordate sempre, però, che qualsiasi programma di concimazione deve essere preceduto da un'attenta analisi chimica del terreno da eseguirsi prima dell'impianto della coltura, al fine di accertarsi del reale contenuto di elementi fertilizzanti per poi calcolarne il reale fabbisogno.


punte di asparago verde

Concimazione di fondo

E' indispensabile interrare elevate quantità di concimi organici per assicurare una discreta dotazione di fertilizzanti nei primi anni della coltura.
Qualora non si disponga di concimi organici si può ricorrere alle concimazioni chimiche che dovranno rispettare le seguenti dosi (previa analisi del terreno):

  • Kg/ha 200 - 250 Fosforo;

  • Kg/ha 150 - 180 Potassio;

  • L'azoto è meglio utilizzarlo dopo almeno 30 - 40 giorni dalla messa a dimora delle "zampe" o delle piantine nella dose di 40 - 50 kg/ha ed è opportuno ripeterne l'utilizzo dopo 50 - 60 giorni.

    Concimazione annuale
    La coltura dell'asparago richiede un fabbisogno nutritivo costante e regolare partire dal secondo anno in poi.
    Considerando che lo sfalcio della parte aerea avviene prima dell'inizio dell'inverno, in concomitanza con l'unica lavorazione del terreno, profonda 8 - 10 cm, il piano di concimazione delle asparagiaie deve partire proprio da questa fase.
    Per una produzione stimabile in 100 ql/ha circa a partire dal terzo anno dall'impianto è possibile applicare il seguente piano di concimazione:

  • concimazione organica durante il riposo invernale;

  • Azoto 70 - 80 unità/ha;

  • Fosforo 20 unità/ha;

  • Potassio 70 - 90 unità/ha;

  • Calcio 20 - 25 unità/ha;

  • Magnesio 4 -5- unità/ha.

    E' necessario precisare che durante la fase produttiva la coltura dell'asparago non assorbe fertilizzanti e che al termine della raccolta il concime azotato suggerito è il solfato ormonico, da impiegare in più soluzioni.

Impianto.

 
E' consigliabile innanzi tutto affidare ad un vivaista il compito di allevare le giovani piantine.
La semina si effettua impiegando un contenitore alveolare di polietilene o di polistirolo opportunamente trattato ad evitare che le robuste radici dell'asparago possano penetrarlo.
Il substrato usato per la semina è costituito da un miscuglio di torba a pH neutro, opportunamente sterilizzato e fertilizzato.
Il seme viene disposto alla profondità di 1 - 2 cm usufruendo di macchine seminatrici pneumatiche.
La temperatura ottimale durante la preparazione delle giovani piantine è di 22 - 24° C con adeguati livelli di umidità.
Il trapianto si effettua dopo 50 - 60 giorni dalla semina che generalmente avviene da marzo a maggio.
I vantaggi derivanti dall'impiego delle piantine rispetto alle zampe sono i seguenti:

  • maggiore sicurezza di impiego di materiale sano (il seme viene trattato prima della semina nel vivaio);
  • possibilità di effettuare i trattamenti durante il periodo di coltivazione;
  • possibilità di impiantare la coltura in un tempo più lungo (5 - 6 mesi);
  • fase produttiva più precoce di almeno un anno

 

  Agro di Serramanna           

L'impianto di una asparagiaia può essere eseguito a mano oppure a macchina, usufruendo delle trapiantatrici comunemente usate per le colture del pomodoro, peperone, ecc.
Gli elementi adibiti al trapianto devono essere preceduti da un assolcatore che produrrà un solco della profondità di 20 - 25 cm in maniera tale che a questa profondità venga a trovarsi il colletto della giovane piantina.
Il solco deve rimanere aperto almeno per il primo anno di vegetazione, verrà chiuso l'anno successivo, quando l'apparato radicale sarà sufficientemente sviluppato.
Quando, l'anno successivo il solco verrà chiuso, contemporaneamente verranno incorporati i concimi, avendo cura, però, di non superare certe profondità (5 - 7 cm) per non provocare danni all'apparato radicale delle piante.
Queste operazioni hanno lo scopo di posizionare l'apparato radicale ad una profondità di circa 15 cm, ideale per la produzione dei turioni.
Per trapianti eseguiti nel periodo maggio-settembre è indispensabile eseguire il 1° intervento irriguo allo scopo di assicurarne l'attecchimento; il successivo intervento irriguo verrà ripetuto entro 3-4 giorni dal primo.
Il sesto di impianto consigliabile è quello di cm 90 - 110 fra le fila e di cm 25 -30 sulla fila, ottenendo pertanto un investimento di circa 30.000 piante per ettaro.
Una fila unica è da preferire rispetto alla binata allo scopo di poter eseguire tutte le necessarie lavorazioni senza problemi.

Metodi di Irrigazione nella coltura dell'asparago.

Irrigazione a goccia

E' un sistema di irrigazione che va diffondendosi molto rapidamente perché consente un'ottima gestione della risorsa idrica. L' impianto che si consiglia deve avere una portata di lt/h/2 per gocciolatore alla pressione di esercizio di 1,5 - 2 atmosfere.
Vantaggi: 

  • possibilità di contenere lo sviluppo delle erbe infestanti;

  • possibilità di utilizzare anche modeste risorse idriche;              

  • il sistema è valido per qualsiasi giacitura del terreno;

  • possibiltà di utilizzare l'acqua che possiede un tasso di salinità elevato;

  • possibilità di effettuare la fertirrigazione;                                                                                         

  • evita il costipamento del terreno.                                                                                    

Svantaggi:
  • necessità di un buon impianto filtrante;
  • indispensabile il controllo frequente dei gocciolatori;
  • scarso effetto climatizzante sulla coltura,
  • favorisce l'insorgere di alcune malattie fungine a carico dell'apparato radicale (marciumi) e delle foglie (oidio e peronospora)
Irrigazione a scorrimento
Si tratta di una pratica usata in passato ed attualmente quasi del tutto abbandonata,per via dell'enorme disponibilità di acqua che richiede.
Vantaggi:
  • bassi costi per gli impianti;
  • bassi consumi energetici;
  • possibilità di irrigare in presenza di vento.

 

Svantaggi:  
  • impossibilità di praticarla in terreni non livellati;
  • non consigliata in terreni molto sciolti e con presenza di ciottoli;
  • impossibilità di effettuare la fertirrigazione.
Irrigazione per aspersione a pioggia
Con questo sistema di irrigazione si consiglia di utilizzare irrigatori di bassa portata, variabile da 850 lt/h fino a 1500 lt/h alla pressione di esercizio di 1 - 1,5 atmosfere.

Vantaggi:

  • modesta azione insettifuga sopracchioma;
  • azione climatizzante sulla coltura;
  • sistema valido per tutti i tipi di terreno;
  • possibilità di automatizzare gli impianti.
Svantaggi:  
  • sconsigliato con l'impiego di acqua salmastra;
  • è molto sensibile in presenza di vento;
  • favorisce la nascita delle erbe infestanti;
  • necessita di impianto filtrante.

Parassiti fungini dell'asparago.

  • RUGGINE (Puccinia asparagi): I sintomi si evidenziano solo in primavera, sia sullo stelo principale che sulle ramificazioni con macchie giallastre (Picnidi) sferiche. Attorno alle macchie si sviluppano gli organi di propagazione (Ecidiosori), di color arancio, da cui vengono liberate le ecidiospore, incaricate di diffondere le infezioni. Nel corso dell'estate si sviluppano gli Uredosori (ammassi di Uredospore) di color ruggine che si trovano sparsi su tutta la pianta ad eccezione dei fiori e dei frutti.
    La malattia può provocare estedi disseccamenti. Alla fine dell'estate sono presenti sulla pianta solo le pustole nerastre (Eutostori) formattesi dagli Uredosori.
  • FUSARIOSI (Fusarium oxysporum) F.S. asparagi: Si manifesta con uno scarso sviluppo di tutta l'asparagiaia che porta ad un deperimento della pianta. I sintomi sono ingiallimento e successivo disseccamento della vegetazione. E' distinguibile da altre malattie per il tipico imbrunimento dei tessuti vascolari delle radici e alla base dei fusti. Successivamente si riscontrano imbrunimenti e marcescenze dei tessuti.
  • STEMFILIOSI (Stemphylium vesicarium): Nota anche con il nome di bruciatura estiva interessa tutta la parte aerea della pianta. La malattia provoca disseccamenti e perdita delle foglie, con un aspetto "bruciato". E' necessario controllare la malattia con estrema attenzione perché i sintomi possono essere confusi con quelli della ruggine. Nei nuovi impianti la malattia si presenta già nei turioni mentre in quelli vecchi si manifesta nel mese di luglio, quando le temperature comprese fra i 20° ei 25° C favoriscono l'infezione.
  • VIROSI : I sintomi delle virosi consistono nelo scarso sviluppo della pianta (nanismo) con una presenza di clorosi. I turioni si presentano oltre che scarsamente sviluppati anche appiattiti, ripiegati e spiralizzati. La pianta infetta non sempre manifesta la presenza della virosi con il tipico aspetto a cespuglio. I virus riconosciuti sono:
  • il TMV;
  • l'AMV;
  • il VIRUS 1 (AV1);
  • Il VIRUS 2 (AV2).
  • MAL VINATO (Rhizoctonia violacea): Si manifesta sulla corona delle zampe con la presenza di manifestazioni suberose di color rosso vinato. La parte aerea della pianta è caratterizzata da uno stentato sviluppo.
Parassiti animali dell'asparago.
  • MOSCA GRIGIA DEI SEMI (Delia platura meigen): Le larve di queste mosche penetrano, scavando delle gallerie, nei turioni non ancora emersi dal terreno. L'attacco delle larve è facilmente riconoscibile in quanto il turione a seguito di esso presenta un aspetto ricurvo e ha le brattee leggermente aperte.
  • AFIDE DELL'ASPARAGO (Brachycorynella asparagi): Le piante colpite assumono un aspetto cespuglioso con riduzione dello sviluppo (nanismo).
  • CRIOCERE (Crioceris asparagi; Crioceris duodedimpunctata): si tratta di un coleottero crisomelide abbastanza comune in tutte le coltivazioni. Si nutre dei turioni i quali, a seguito dell'attacco si presentano con la parte apicola ricurva e le squame precocemente aperte.
  • IPOPTA ( Parahypopta caestrum - Hbn): Si tratta di un lepidottero cosside presente nelle piante spontanee di asparago. Le farfalle adultecompaiono nei mesi di giugno-luglio, dando origine alle larve, che si presentano dopo un mese circa, tessendo un bozzolo di sverno per fare la loro comparsa in primavera, causando estesi disseccamenti.
ELENCO DELLE ERBE INFESTANTI CHE PIU' COMUNEMENTE INFESTANO  UN TERRENO COLTIVATO AD ASPARAGO
nome in italiano
nome scientifico
nome in vernacolo
attacca mani galium aparine picciga picciga
avena selvatica avena fatua saina
amaranto amaranthus amarantu
budellina stellaria media erba de puddas
camomilla matricaria camomilla camomilla
chenopodio chenopodium album cadoni
coda di gatto setaria coiattu
coda di volpe alopecurus coa de margiani
erba morella solanum nigrum tamatiga burda
fumaria fumaria officinalis fumusterri
gramigna cinodom daetilon pers cannaioni
loglio lolium ollorgiu
miglio panucum migliaceum migliu
ortica urtica urens spizzuafua
portulaca portulaca oleracea proceddana
veronica veronica erba de puddas